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Canto della Patria

(Shiroka strana moya rodnaya — Italian translation)

Multiple records of this song are available


Translation by Tina Perrone:

È vasto il mio paese natale,
ha molti boschi, campi e fiumi!
Altro paese simile non conosco,
dove libero così respiri l’uomo.

Da Mosca agli estremi confini,
dal meridione ai mari del nord,
l’uomo passa, sapendosi padrone
della sua patria così vasta.
Dovunque la vita è distesa e libera,
come scorre la Volga larga e piena.
I giovani dovunque trovan strada,
i vecchi trovan ovunque rispetto.

È vasto il mio paese natale,
ha molti boschi, campi e fiumi!
Altro paese simile non conosco,
dove libero così respiri l’uomo.

I nostri campi con l’occhio non li puoi misurare,
non puoi ricordare tutte le nostre città;
la nostra fiera parola, «compagno»,
ci è più cara d’ogni altro motto.
Con questa parola, siamo a casa nostra ovunque,
tra gli Africani o di qualunque altro colore,
questa parola ad ognuno è nota
e dovunque troviamo un fratello.

È vasto il mio paese natale,
ha molti boschi, campi e fiumi!
Altro paese simile non conosco,
dove libero così respiri l’uomo.

Sul paese soffia un vento primaverile,
ogni giorno è più giocondo vivere,
e nessuno al mondo è capace
meglio di noi di ridere ed amare:
ma severamente aggrottiamo le ciglia
se il nemico ci vuole spezzare!
Come una fidanzata la nostra patria amiamo,
ne abbiam cura come della dolce madre.

È vasto il mio paese natale,
ha molti boschi, campi e fiumi!
Altro paese simile non conosco,
dove libero così respiri l’uomo.

 
This translation was included in the liner notes to the four LPs collection “Storia dell’URSS attraverso le canzoni — История Советского Союза в песнях”, edited by Franco Lucchetta and Michele L. Straniero, published in February 1965 by “edizioni dng della S.P.A.M.”

Translation received from Alberto Busata (alberto.83@alice.it) in April 2008. According to him, it “seems to be singable but with some difficulties.”


Vadim Makarov